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Reiki UN
PO' DI STORIA
Nella cultura
giapponese l'unione dei termini REI e KI dà origine all’espressione
reiki
- REI
Energia
Universale che guida e informa di sé l'Universo, tutto ciò che costituisce la
realtà, conosciuta e non . Tutto , e quindi anche gli esseri umani , sono
costantemente guidati da REI , la forza che ci spinge verso la vita e
l'esperienza.
REI è il Sé Universale
- KI
Viene tradotto
come "energia vitale". E’ l’ energia che scorre in ogni organismo vivente. Ki è il Prana nella lingua sanscrita, nella medicina
tradizionale Cinese si chiama Chi, circola negli organi interni e nei meridiani
ed è responsabile dei principali processi fisiologici, mentali, emozionali. Ki
è la forza che permette ad ogni cosa di compiere il proprio ciclo vitale.
Fino
a pochi anni fa tutto ciò che noi Occidentali sapevamo della tecnica di auto-
guarigione denominata reiki e del suo fondatore, era il racconto tramandato
dalla Master Reiki Hawayo Takata ( 1900-1980) .Questo racconto , in più punti ,
appariva "improbabile" e tutte le ricerche fatte erano state vane,
facendo nascere il dubbio che Mikao Usui non fosse mai esistito e che
l'attribuzione della origine storica della tecnica fosse una leggenda.
Nel
1998 Frank Arjava Petter ha trovato una serie di contatti e documenti relativi
alla vita e all’opera di Usui che hanno cominciato a fare chiarezza sulla
vicenda. Fra gli altri documenti vi è la tomba di Mikao Usui in un cimitero
pubblico nei pressi di Kyoto, con una stele che ne racconta la vita. Questo
mette fine ai dubbi sulla sua esistenza. Dalla
stele apprendiamo che Mikao Kioho Usui conosciuto in Giappone come Usui Sensei
(Dottore, Professore) nacque il 15 Agosto 1865, era uomo d’affari e fu monaco
(laico) del buddismo Tendai . Viaggiò in molti paesi occidentali ed in Cina per
studiare. La stele riporta brevemente anche un accenno al racconto ( forse
romanzato) qui di seguito:
In
un monastero Zen , Usui aveva trovato alcuni antichi testi Buddisti, i Sutra,
contenti i simboli per la guarigione. Essi venivano utilizzati, dai monaci, solo
per la guarigione spirituale e si era persa memoria della loro applicazione ai
fini della guarigione sul piano fisico. Usui si recò sulla montagna sacra
Kuriyama per un periodo di meditazione (cosa peraltro non inusuale per chi
seguiva un percorso spirituale).
Decise
di pregare e digiunare per ventuno giorni, numero che rappresenta la guarigione
perfetta. All’alba del ventunesimo giorno, una sfera di luce intensissima gli
si avvicinò e lo investì in piena fronte, rompendosi in bolle contenenti i
simboli, dei quali ricevette anche la conoscenza per il giusto utilizzo.
Così
nacque la tecnica che noi occidentali conosciamo come reiki a cui Usui unì
delle regole etiche , note come "I cinque principi del reiki" ( tratti
da quelli dettati dall’Imperatore Meiji, suo contemporaneo) .
Dopo
aver usato reiki su se stesso e sui suoi familiari, nel 1922 decise di aprire
una scuola nei pressi di Tokyo .
La
scuola nacque per diffondere gli insegnamenti spirituali ma accoglieva anche
persone povere e malate che volevano guarire e non potevano sostenere le spese
mediche. Frequentare la sua scuola era molto economico , forse gratis, gli
studenti pagavano cifre a loro accessibili oppure sceglievano di lavorare con
l'insegnante per la guarigione di coloro che la volevano.
Non
c’è mai stata una tariffa fissa, neppure per i "trattamenti "di
reiki, dato che il lavoro di Usui non aveva fini di lucro, ma nasceva dal
desiderio di ottenere una crescita individuale per se stessi e per chi ne avesse
bisogno.
Pare
Che Egli affermasse: “... non permetterò mai a nessuno di possedere il reiki
esclusivamente per sé”..
Morì
il 9 Marzo del 1926.
L'ARMONIZZAZIONE....
Questo
atto, compiuto da un insegnante di reiki, ri-attiva una capacità, sopita nell'
essere umano, cioè quella di connettersi con l'energia universale e di
diventare un canale attraverso cui questa possa scorrere. Lo
studente viene messo in condizione di utilizzare il Sistema Usui di Guarigione
Naturale per la propria guarigione e non solo. Come "attaccare la
spina" per permettere ad una radio di ricevere e trasmettere. Alcuni
indicano questo evento con termini diversi: "attivazione",
"sintonizzazione" e, soprattutto, iniziazione
La
parola "iniziazione" evoca qualcosa di misterioso. La nostra vita
quotidiana è ricca di situazioni di "passaggio": il primo giorno di
scuola, la prima caduta dalla bicicletta, il primo amore..., la pubertà, gli
esami scolastici, la patente di guida... ecc, ecc... Tutti questi eventi sono
"iniziazioni", ossia fatti che ci portano da un livello di esperienza
ad un altro .
L'iniziazione
corrisponde, quindi, ad un nuovo "livello di coscienza".
I
"rituali" che a volte accompagnano questi passaggi sono un
riconoscimento formale che fissa e determina le responsabilità che derivano dal
nostro nuovo status. Spostano completamente la nostra attenzione su quello che
abbiamo scelto.
Il
timore legato al concetto di iniziazione è spesso legato alla consapevolezza di
non poter più essere quello di prima e di trovarci ad affrontare qualcosa di
nuovo e sconosciuto.
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Oggi,
in occidente, ci sono tantissime interpretazioni del reiki, dei simboli, delle
posizioni da utilizzare nei trattamenti.
Personalmente
credo siano tutte comunque valide, la cosa che ritengo veramente essenziale e'
che siano filtrate ed assimilate attraverso la nostra essenza.
Solo
così' sarà' possibile essere veramente canale, lasciare scorrere attraverso sè
l'energia e trasmetterla a chi ne sente il bisogno.
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Il
Reiki è:
SEMPLICITA'
e CHIAREZZA.
L'energia
e' semplice, sa' naturalmente dove andare, non ha bisogno di particolari
rituali, può essere trasmessa anche in un luogo affollato, nel caso in cui se
ne presenti la necessità.
L'energia
si nutre di un solo alimento essenziale: L'AMORE.
L'Amore
inteso come un qualche cosa che agisce per la migliore realizzazione finale.
Amore
inteso come molla che ci spinge a cercare quanto di meglio ci possa essere, per
noi . Amore inteso come entusiasmo, voglia di fare, di esserci.
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I LIVELLO
Fondamentalmente
un lavoro fatto non tanto sugli altri ma in noi stessi.
Fondamentalmente
un lavoro fatto non tanto sugli altri ma in noi stessi.
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ll
primo livello viene definito "a contatto" ed e' infatti
destinato principalmente all' autotrattamento, alla pratica e
all'approfondimento su se stessi
e ai trattamenti agli altri fatti direttamente imponendo le mani sul
corpo o immediatamente accanto al corpo dell'interessato.
Lo
considero, personalmente, un livello di autoguarigione, di conoscenza
soprattutto del proprio sè, di un primo discernimento tra mente e cuore, tra
vita stereotipata e primo contatto con la luce dentro di noi.
Fondamentalmente
un lavoro fatto non tanto sugli altri ma in noi stessi.
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II
LIVELLO
Il
secondo livello e' quello del trattamento a distanza.
L'amore
scorre liberamente tra noi e gli altri esseri e tutto può essere oggetto dei
nostri trattamenti:
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Dopo
aver infatti approfondito sè' stessi, il proprio mondo interiore, l'energia che
si sprigiona con il contatto diretto si
può passare ad un concetto un po' più complicato per la nostra concezione e la
nostra mentalità occidentale:
il
trattamento, il contatto con l'altro, fatto a distanza.
Solitamente
, quando se ne prende coscienza, la vita e il modo di approcciarsi ad essa
cambiano completamente.
Nulla
e' impossibile, nessun luogo e' lontano, nessun confine ci divide.
L'amore
scorre liberamente tra noi e gli altri esseri e tutto può essere oggetto dei
nostri trattamenti:
persone
malate che non possiamo avvicinare, ma anche situazioni della nostra vita,
situazioni che riguardano il mondo.
Anche
qui ciò che conta e' desiderare profondamente il bene ultimo al di là dei
nostri desideri.
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